Tu sei qui:

Fare teatro in Sicilia: magia o follia? Due storiche esperienze a confronto al Rotary Club Palermo

WhatsApp Image 2026-10-29 at 07.56.29

Una serata dedicata al teatro, alla sua storia e soprattutto al coraggio di continuare a farlo vivere in Sicilia.

Mercoledì 28 ottobre, nella cornice del Villa Airoldi Golf Club di Palermo, si è svolta la riunione conviviale con consorti del Rotary Club Palermo, presieduto da Annibale Chiriaco, dal titolo particolarmente evocativo: “Fare Teatro in Sicilia: magia o follia! Due brillanti e storiche esperienze a confronto”.

Protagoniste dell’incontro sono state Costanza Di Quattro, scrittrice e direttrice artistica del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla e Bibi Augugliaro Morgante, proprietaria e direttrice artistica del Teatro Al Massimo di Palermo. Due donne, due esperienze profondamente legate alla propria terra, due realtà teatrali differenti per storia, dimensioni e percorso, ma accomunate dalla stessa convinzione: il teatro continua a rappresentare uno spazio insostituibile di cultura, incontro, libertà e crescita della comunità.

Il confronto ha consentito di ripercorrere la storia del Teatro Donnafugata piccolo gioiello nel cuore di Ragusa Ibla, teatro di famiglia restituito alla fruizione del pubblico dopo un lungo intervento di restauro. Costanza Di Quattro se ne occupa attivamente dal 2008 e dal 2010 ne ha condiviso la direzione artistica con la sorella Vicky, sviluppando negli anni collaborazioni con importanti realtà teatrali e trasformando questo luogo in un laboratorio culturale capace di dialogare con artisti, pubblico e territorio. Un percorso che continua ancora oggi. Nell’autunno 2026 il Teatro Donnafugata ospita infatti una nuova edizione di “Ragusa Dietro il Sipario – Le Parole Fragili del nostro Tempo”, riconosciuta dal Ministero della Cultura e dedicata quest’anno al tema della “Libertà”, con una particolare attenzione anche alle nuove generazioni e al rapporto tra studenti e professionisti dello spettacolo.
Diversa, ma altrettanto significativa, la storia del Teatro Al Massimo di Palermo, legata da decenni alla famiglia Morgante e a una lunga tradizione di produzione e organizzazione teatrale. L’esperienza maturata da Aldo Morgante nella direzione di importanti realtà palermitane, tra cui il Teatro Dante, ha contribuito a costruire un modello capace di coniugare programmazione artistica e capacità imprenditoriale. Nel 2003 il Teatro Al Massimo ha ottenuto il riconoscimento ministeriale come “Teatro Stabile privato”, unica realtà siciliana a iniziativa privata ad aver raggiunto tale riconoscimento, arrivando negli anni a contare un pubblico di migliaia di abbonati.

Nel corso della serata, Costanza Di Quattro e Bibi Augugliaro Morgante hanno raccontato non soltanto ciò che avviene sul palcoscenico, ma soprattutto ciò che il pubblico spesso non vede: il lavoro quotidiano, le scelte artistiche, la necessità di costruire una programmazione, il rapporto con gli attori e con le compagnie, la ricerca di un pubblico e la complessità di mantenere viva una struttura teatrale.

Da qui la domanda posta provocatoriamente dal titolo della conviviale: fare teatro in Sicilia è magia o follia?
Probabilmente entrambe. È magia perché il teatro riesce ancora a creare uno spazio nel quale una comunità si incontra, ascolta storie e riflette su se stessa. Ma richiede anche quella dose di “follia” fatta di passione, perseveranza e capacità di assumersi rischi che permette a un progetto culturale di sopravvivere e rinnovarsi nel tempo.
Particolare attenzione è stata dedicata allo sguardo verso il futuro: la sfida per i teatri siciliani, e in particolare per quelli privati, consiste oggi nel riuscire a custodire la propria identità senza rinunciare all’innovazione: intercettare nuovi pubblici, avvicinare i giovani, creare reti tra realtà culturali, sviluppare nuovi linguaggi e allo stesso tempo garantire sostenibilità economica e qualità artistica.

La presenza tra il pubblico di Manlio Dovì, attore e protagonista da anni della scena teatrale e televisiva, ha ulteriormente arricchito la serata, testimoniando nel suo intervento il valore delle proprie esperienze culturali e imprenditoriali legate al mondo del teatro.

A chiudere il confronto è stato il Prof. Filippo Amoroso, Past President del nostro Club e Professore di Storia del Teatro e della Drammaturgia Antica presso l’Università degli Studi di Palermo, che, con la competenza e la profonda conoscenza del mondo teatrale che lo contraddistinguono, ha offerto una preziosa chiosa alla serata. Nel suo intervento ha richiamato il valore storico e culturale del teatro in Sicilia, soffermandosi sull’importanza dei teatri stabili quali presìdi permanenti di produzione, formazione e diffusione della cultura teatrale. Il Prof. Amoroso ha inoltre rivolto lo sguardo alle prospettive dei teatri privati, realtà che svolgono un ruolo fondamentale nell’arricchire l’offerta culturale dei territori e che, proprio per questo, devono essere messe nelle condizioni di programmare, produrre e guardare al futuro con continuità.

Tra i presenti, il Governatore Eletto Casimiro Gaetano Castonovo e l’attore Aurelio D’Amore.

La conviviale ha così offerto ai soci del Rotary Club Palermo un viaggio affascinante dietro il sipario: non soltanto tra spettacoli e protagonisti, ma dentro la complessa macchina che rende possibile il teatro.
Un incontro che ha ricordato come dietro ogni palcoscenico vi siano persone, visioni, sacrifici e una straordinaria capacità di credere nella cultura. Perché, in fondo, continuare a fare teatro in Sicilia può forse sembrare una forma di follia. Ma è proprio da quella follia, quando incontra talento, competenza e passione, che continua a nascere la magia del teatro.